Pergamene

1252 - 1797
L'abbondante documentazione pergamenacea reperita nel corso dell'intervento si è presentata agli operatori pressoché completamente disordinata: unico segno di un precedente tentativo di riordino era una approssimativa disposizione cronologica di parte del materiale. Non sono state rilevate segnature o comunque indicazioni valide a comprendere come tali atti fossero conservati anticamente. Dall'"inventarium cartarum" del sec. XIV(1) emerge come gli atti non fossero suddivisi per argomento o secondo altro criterio, ma semplicemente disposti in successione cronologica; detto inventario si riferisce tuttavia a documentazione in larga parte dispersa. In considerazione della ricchezza del materiale e per agevolarne la consultazione si è ritenuto opportuno ripartirlo in sottoserie. A seguito della prima schedatura sono stati separati i numerosi atti estranei - il contenuto dei quali cioè non evidenzia nessun nesso logico e organico con le attività del comune e con la rimanente documentazione - da quelli propri, cioè quelli sicuramente afferenti a competenze e funzioni dell'ente. Questi ultimi a loro volta sono stati ripartiti in tre grandi insiemi documentari riconducibili a campi di attività istituzionali distinti: privilegi e decreti, atti di giustizia, atti di amministrazione finanziaria. In assenza di precise cognizioni sui criteri - ammesso che ve ne fossero - con cui tali atti venivano collocati e conservati dai cancellieri, si è adottata questa quadruplice partizione anche tenendo conto dell'ordinamento di archivi consimili.